NUOVI VIGNETI DI VALENTINA PASSALACQUA

Valentina Passalacqua

NUOVI VIGNETI DI VALENTINA PASSALACQUA

Nel mio articolo di oggi voglio raccontarvi la storia di una grande donna, Valentina Passalacqua, che ha da sempre un legame profondo con la sua terra, un legame talmente forte da riuscire a cambiare il corso della sua vita e a guidare le sue scelte rendendole uniche.

Valentina Passalacqua, dopo gli studi in giurisprudenza presso la Luiss a Roma e il master a Londra, decide di tornare nella sua amata terra, Apricena.

In lei cresceva sempre di più il bisogno di vivere a contatto con la natura, e la voglia di dedicarsi anima e corpo alla sua terra, passione questa che gli era stata tramandata da sua nonna Giulia, e che lei ha deciso di rivivere anche e soprattutto per poterla insegnare alle sue figlie.

Ed è proprio per loro che Valentina Passalacqua ha incominciato a fare vino, costruendo attorno ad esso un’oasi biologica, che vedeva come protagonista assoluto l’ambiente, decidendo di vivere a stretto contatto con la terra e le vigne, costruendo la sua casa proprio in mezzo ad esse, utilizzando un sistema bio climatico e compatibile con tutto ciò che la circonda.

L’amore incondizionato per il suo Gargano, che lei definisce una “entità positiva al suo fianco” arricchisce ancora di più la sua esperienza, a tal punto da farlo diventare il suo Monte Sacro. La sua non è stata una scelta data da caso, ma ponderata anche perché in cuor suo ha sempre saputo che solo nella sua terra avrebbe trovato pietre dure, incontaminate e sacre, tutto quello che lei cercava per i suoi vini. “Il vino è lo specchio della vigna” così le raccontavano i contadini, tutto parte dalla vigna che va assecondata per ciò che la natura le concede. Un sapere antico questo, che Valentina ha voluto far suo, puntando proprio ad una agricoltura biologica , che le permette di intervenire sulle vigne lo stretto indispensabile, in modo da poter regalare un vino spontaneo garanzia del suo onesto lavoro.

È proprio così che Valentina Passalacqua comincia a dar  vita ai suoi vini, nella sua omonima cantina, che a lei piace definire spettinati e senza trucco capaci di stimolare ricordi. Tutto quello che fa la rispecchia anche le etichette e il packaging dei suoi vini, vincitore all’ International Packaging Competition Vinitaly 2015  del premio speciale Packaging 2015.

Nelle cantine di Valentina Passalacqua, prendono forma così:

-Terra rara: bombino al 100%, spumante brut nature, Puglia IGP, che ricorda  i profumi dei fiori mediterranei  e dei frutti estivi, si degusta al meglio se abbinato a crostacei;

-CosìSono: nero di Troia fruttato è rotondo, dal corpo pieno che sprigiona tutti i suoi profumi con piatti di carni rosse e cacciagione;

-CosìComè: falangina, Puglia IGP 2015, vino giallo dorato, fruttato e ricco di note minerali bilanciate dalla fresca sapidità conferita dal suolo, da provare con formaggi erborinati;

E poi ancora Litos, Terra minuta, Terra sasso, Rosa Terra che insieme a tantissimi altri vini fanno parte della sua cantina.

Tutti prodotti che nascono sia dalla passione di una impresa femminile in cui oggi vi lavorano 50 persone, sia dalle mani e mente di una donna forte determinata e innovativa come Valentina Passalacqua.

La sua voglia di raccontare le sue origini e il suo territorio attraverso le sue vigne suscita in me un profondo senso di ammirazione e stima, forse perché anche io un po’ nel mio piccolo è quello che sto cercando di fare: sfruttare al meglio le nostre risorse per valorizzare sempre di più il nostro territorio. Quando sono tornata me lo sono imposta e  voglio riuscirci, prendendo sicuramente ad esempio da grandi donne con grande esperienza e storia proprio come colei che oggi vi ho raccontato.

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